Le stufe a pellet: tipologie, funzionamento, componenti e sistemi collegati

Scegliere una stufa a pellet come sistema di riscaldamento per la propria abitazione significa mediare tra due aspetti importanti: l’estetica e la tecnologia del prodotto. Senza nulla togliere all’importanza dell’aspetto estetico, che indirizza verso un modello piuttosto che un altro e che ha stretti legami con il proprio gusto e personalità, in questa sede vogliamo approfondire le scelte di carattere più tecnico, che mirano ad avere un riscaldamento perfettamente in linea con le proprie esigenze. Con questo obiettivo abbiamo interpellato un tecnico del settore, l’Ing. Gianni Santarossa, che ci aiuterà a rispondere ai dubbi davanti ai quali ci si trova al momento della scelta di una stufa a pellet. Saper dare una risposta a tali dubbi, permette di capitalizzare al meglio l’acquisto di un prodotto rispetto a un altro.

1.1 – Quali sono i vincoli per l’installazione di una stufa a pellet all’interno della propria abitazione?

Per prima cosa è necessario appurare che vi siano i presupposti di base per installare il prodotto. Generalmente, tutte le case hanno un impianto di riscaldamento nato con l’abitazione, dotato di un generatore (tipicamente la caldaia) installato solitamente in un locale dedicato (centrale termica) e con un sistema di distribuzione del calore opportunamente dimensionato che si dirama nelle varie stanze. L’inserimento di una stufa comporta l’analisi di una serie di cose che devono essere presenti nell’abitazione.

  1. L’esistenza o la possibilità di realizzare un camino (o canna fumaria) adatto all’evacuazione dei fumi.
  2. La possibilità di realizzare una presa d’aria nella stanza per compensare l’ossigeno utilizzato nella fase di combustione. Si tratta di un foro di collegamento con l’esterno dell’abitazione il cui diametro è stabilito dal costruttore della stufa (normalmente pari a circa 10-15 cm). Esistono sul mercato delle stufe che hanno la possibilità di collegare direttamente la presa d’aria alla stufa in modo da evitare fastidiosi spifferi d’aria nella stanza.
  3. L’assenza di materiali combustibili nelle vicinanze della stufa (per almeno 50-70 cm).
  4. La presenza di una presa elettrica per l’alimentazione.

1.2 – Quali sono i criteri per la scelta di una stufa?

Prima di tutto bisogna capire cosa vogliamo riscaldare e come lo vogliamo fare. In tal senso, le tipologie di riscaldamento (normalmente il mezzo per trasportare il calore nell’ambiente viene definito fluido termovettore) che può offrire una stufa a pellet sono due:

  1. Aria
  2. Acqua (o idro)

I prodotti ad “aria” permettono, tramite un opportuno sistema di canalizzazione, di diffondere in tutta la casa un calore sano e confortevole in più ambienti. È la scelta ideale nel caso di un bilocale, di un piccolo appartamento; ma permettono anche di riscaldare più stanze in una abitazione di medie dimensioni.

Le stufe ad “acqua”, invece, consentono la produzione di acqua calda per i radiatori e l’uso sanitario.
Da un lato, le stufe “aria” scaldano l’abitazione in modo meno capillare rispetto alle “idro”. Hanno, però, il vantaggio di impiegare minor tempo nel farlo. Dall’altro, le stufe ad acqua sono facilmente integrabili con i sistemi di riscaldamento tradizionali o di ultima generazione, possono operare in sinergia con altri sistemi di riscaldamento alternativo (per esempio, solare termico), e permettono di riscaldare tutta la casa con notevoli risparmi sui consumi.

1.3 – Tra i criteri di scelta, incidono anche le dimensioni della stanza?

Decisamente sì, bisogna considerare che circa il 30% del calore sviluppato dalla stufa viene emesso per irraggiamento ed è quindi importante mediare tra dimensioni della stanza in cui viene inserita e potenza della stufa. Ad esempio, una stufa che ha una grande potenza non può essere inserita in una stanza piccola altrimenti l’ambiente si surriscalderebbe diventando invivibile.

1.4 – È possibile regolare la temperatura della stanza con una stufa ad aria?

Tutte le stufe a pellet sono dotate di un termometro che rileva la temperatura dell’aria nella stanza e, quindi, regolano automaticamente la potenza (la quantità di pellet combusto) e la velocità del ventilatore in funzione della temperatura ambiente. L’impostazione dei parametri si può fare direttamente sul pannello di controllo della stufa, che è un vero e proprio termostato intelligente. Infatti, oltre alla temperatura, è possibile definire l’ora dell’accensione e dello spegnimento, il controllo dei parametri di funzionamento e gli intervalli di manutenzione.
Ovviamente i parametri “tecnici” della stufa si devono coniugare con altri aspetti che influiscono sulla temperatura dell’ambiente: le dimensioni della stanza e il grado di isolamento della casa.

Nel mercato si trovano stufe nell’intervallo di potenze che va dai 6 ai 15 kW, anche se quest’ultime, a mio avviso, sono fortemente sovradimensionate.

1.5 – Quando lei parla di potenza, si riferisce a quanto si brucia o a quanto calore viene reso dalla stufa in ambiente?

La potenza da me indicata è quella prodotta effettivamente dalla stufa. Apparecchi di questo tipo hanno rendimenti che variano dall’83% a oltre il 90%; tutti questi valori si trovano scritti nell’etichetta matricola della stufa (Figura 1.2). È importante saper leggere tale etichetta per essere sicuri della qualità del prodotto che si sta acquistando. Vediamo quali informazioni deve contenere:

  1. se il prodotto è marchiato CE o meno (i prodotti non CE non possono essere venduti nel territorio
    nazionale). L’indicazione EN 14785:2006, che è la norma europea di riferimento per le stufe a pellet e
    indica il metodo di prova adottato
  2. la potenza della stufa (indicata in kW)
  3. il suo rendimento in termini % (più tale valore è elevato meno pellet si brucia per riscaldare)
  4. la ditta costruttrice
  5. il valore di emissione di CO (più tale valore è basso meno inquinante è il prodotto). Tale valore deve
    essere inferiore a 0,04% al massimo e 0,06% al minimo regime di funzionamento (UNI EN 14785)

1.6 – Con questi valori è possibile calcolare quanto pellet serve per riscaldare?

Diciamo che si può fare un calcolo approssimativo. Il pellet ha normalmente un potere calorifico pari a 4,6
kWh/kg. Una stufa da 9 kW con rendimento dell’87% nel suo funzionamento alla massima potenza consuma in
un’ora: 9/(4,6*0,87) = 2,25 kg

Nel funzionamento al minimo, che è pari ad un terzo della potenza massima, una stufa fornisce un’energia di
2,5 ÷3 kWh con un consumo di 600 grammi di pellet all’ora.

1.7 – Abbiamo parlato di stufe ad aria e del loro funzionamento, ma se la scelta cadesse su una stufa che
riscalda acqua?

Per l’aspetto della “fumistica”, l’installazione di una stufa idro è analoga a quanto detto per le stufe ad aria.

La differenza sostanziale è l’allacciamento del prodotto all’impianto idraulico. Qui, indubbiamente, le
combinazioni possibili sono le più svariate perché dipendono da come si vuole bilanciare l’uso di biomassa
(pellet) rispetto all’uso di combustibili fossili.

1.8 – Come si possono valutare le prestazioni dei prodotti ad acqua?

Nell’etichetta matricola si trovano tutti i dati: oltre ai valori indicati per le stufe aria, viene anche specificata la potenza trasmessa all’acqua, in questo modo si è in grado di capire la reale capacità della stufa di riscaldare l’abitazione. Non bisogna dimenticare, però, che anche per queste stufe una parte di calore prodotto viene emesso per irraggiamento e, quindi, la stanza in cui viene posizionato l’apparecchio sarà riscaldata già dalla stufa medesima.

Rispetto alla versione aria, il range di potenze nominali delle stufe ad acqua varia da 12 a oltre 25 kW, e la potenza ceduta all’acqua, normalmente, varia tra il 70 e l’80% della nominale. Per cui, una stufa da 15 kW globali fornisce 11 kW all’acqua e 4 all’ambiente in cui è installata. Il rendimento di tali apparecchi è tendenzialmente un paio di punti maggiore di quelle ad aria.

1.9 – Abbiamo analizzato gli aspetti impiantistici e di prestazione degli apparecchi. Quali altri elementi si possono considerare per la scelta di un prodotto?

Accanto agli elementi sopra indicati direi che non sono da sottovalutare i seguenti aspetti:

  • La stufa deve essere installata da personale abilitato a farlo e deve essere rilasciata, a fine installazione, una dichiarazione di conformità. L’installazione deve essere conforme alla norma UNI 10683. È, quindi, opportuno che il rivenditore sia in grado di fornire anche questo tipo di servizio. Assolutamente da evitare il fai-da-te.
  • Il produttore deve garantire una rete di assistenza su tutto il territorio perché l’impianto deve essere controllato annualmente, soprattutto nel caso in cui il consumo di pellet sia considerevole (circa 3,0 t/anno).

1.10 – Di che tipo di manutenzione necessitano le stufe a pellet?

La stufa necessita di una semplice pulizia da parte dell’utilizzatore per poter garantire sempre un efficiente rendimento ed un regolare funzionamento. La pulizia deve essere effettuata con l’apparecchiatura spenta e fredda e le operazioni da effettuare sono:

  • asportare la cenere che si deposita in camera di combustione in particolare all’interno del braciere. Questa pulizia ha lo scopo di assicurare il libero afflusso dell’aria di combustione (di solito giornalmente)
  • pulizia del cassetto cenere che si trova al di sotto della camera di combustione (di solito settimanalmente)
  • pulizia del vetro (di solito settimanalmente)
  • pulizia della caldaia (mensilmente)

Almeno una volta all’anno è opportuno far intervenire il tecnico abilitato per:

  • la pulizia della canna fumaria
  • la verifica delle guarnizioni di tenuta
  • pulizia delle parti interne della stufa a pellet

Il costo di tali operazioni si aggira sugli 80-120 €.

1.11 – Quanto costa una stufa a pellet?

Se vogliamo dare delle indicazioni del costo di una stufa si deve tener in considerazione che questo è funzione di tre parametri fondamentali: tipologia (se aria o idro), potenza e tipo di rivestimento. Comunque, possiamo dire che le stufe ad aria si aggirano tra i 1.600-3.000 €, e le stufe ad acqua variano da 2.500-4.000 €.

Oltre al costo della stufa si deve considerare il costo di installazione che varia in funzione delle attività che devono essere fatte. A grandi linee si deve considerare che l’installazione varia dai 150-500 €. L’installazione della canna fumaria non è quantificabile senza un sopralluogo, invece l’eventuale intubamento di quest’ultima può costare intorno ai 30 €/metro.