Centrale a cippato di Bagnasco: il Tar respinge il ricorso del Comune

Per un cavillo burocratico: la mancata notifica a tutti gli enti che hanno partecipato alla conferenza dei servizi. Il sindaco si arrende.

Con sentenza depositata il 31 gennaio scorso il Tar Piemonte ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Bagnasco avverso l’autorizzazione unica per costruire una centrale a cippato della potenza elettrica di 1000 kW e termica in ingresso di 5600 kW, rilasciata dalla Provincia di Cuneo il 7 dicembre 2011. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, senza esame dei motivi che fondano il ricorso stesso, ma per mancata notifica a tutti gli enti che hanno partecipato alla conferenza dei servizi.

Il sindaco Maria Adelaide Tiboldo: “L’iter che ha portato all’autorizzazione dell’impianto è stato piuttosto lungo e dettagliato. Quattro le Conferenze dei Servizi in Provincia a Cuneo nel corso delle quali la ditta proponente ha presentato le varie integrazioni richieste e rispettato i parametri previsti. Ricorrere al Tar non sarebbe stato, quindi, strada facile. Considerati, però, alcuni aspetti dell’iter procedurale che non ci convincevano (e che in casi analoghi avevano portato altre sezioni dello stesso Tribunale ad accogliere ricorsi presentati) e tenuto conto del parere contrario all’impianto di parte della popolazione documentato dalla raccolta firme, abbiamo deciso di impugnare il provvedimento autorizzativo.

Una decisione supportata dal gruppo di minoranza consiliare che ha segnalato all’amministrazione il nominativo di un legale di Torino particolarmente competente in materia. Di Comune accordo, quindi, è stato conferito incarico a questo avvocato. Purtroppo, ora, ci vediamo respinto il ricorso a causa della mancata notifica a tutte le parti interessate, senza l’esame dei motivi su cui quel ricorso si è fondato. Le spese legali sono state compensate. Al Comune rimane ancora la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato. Considerando però che le possibilità di successo sono esigue e i costi relativamente alti valuteremo con dovuta cautela il da farsi”.